psicoterapia

 

Rivolgerti ad un professionista per risolvere le situazioni che causano disagio è un atto sano e resiliente che può fare la differenza.

Se stai pensando di iniziare un percorso terapeutico vuol dire che si è attivata la parte più forte di te, che hai trovato il coraggio di affrontare un ostacolo lungo il tuo cammino, che hai coscienza dei tuoi limiti e sei deciso a trasformare i tuoi problemi, le tue difficoltà, le tue ferite in risorse.

 

Con la nostra formazione e il nostro intervento, noi possiamo rappresentare  uno strumento significativo per aiutarti a prendere la strada giusta , quella che porta alla tua crescita personale, alla soddisfazione dei tuoi reali bisogni, al raggiungimento dei tuoi obbiettivi e del tuo benessere psicofisico.

Il nostro approccio è improntato alla scoperta e al rispetto delle peculiarità e dell’unicità di ogni persona e promuove il cambiamento attingendo al personale serbatoio di risorse di ciascuno.

 

Di seguito, alcune delle problematiche più frequenti per cui viene richiesto il nostro intervento (individuale, di coppia, di gruppo):

A Phoenix, in Arizona, c’è una vetta chiamata Squaw PeakIl sentiero è piuttosto ripido, ma tuttavia praticabile.

Milton H. Erickson, uno dei più importanti psicoterapeuti del nostro tempo, nonché padre dell’ipnosi moderna, aveva l’abitudine di assegnare un compito specifico ad allievi e pazienti, che erano dunque invitati ad arrampicarsi fin su la vetta e contemplare l’alba o il tramonto.

Erickson credeva fermamente che l’attuazione di tale richiesta fosse sinonimo della motivazione al cambiamento e metafora del lavoro terapeutico. 

Se voi aveste paura dell'altezza e non riusciste a salire sullo Squaw Peak, io che farei?

Vi disorienterei nel tempo, anche se dovessi tornare indietro dieci o dodici anni. Vi farei andare a fare una passeggiata come se aveste diciotto anni di meno, quando probabilmente non avevate quella fobia. Così salireste su quella montagna, per vedere cosa c'è dall'altra parte! Oppure, se non riuscissi a fare questo, disorienterei la vostra percezione delle cose in modo che la montagna vi appaia pianura, un pezzo di pianura, come soffici zolle che potrete tranquillamente attraversare. [...] In un caldo giorno d'estate, mentre dormite, potete andare a pattinare sul ghiaccio. Potete pranzare a New Orleans, a San Francisco o a Honolulu. Potete volare in aeroplano, guidare un'automobile, incontrare amici d'ogni genere, e siete sempre a letto profondamente addormentati. [...] La trance non fa altro che permettervi di utilizzare tutte le cose che avete già imparato. E spesso noi diamo poco peso a tutte le cose che abbiamo imparato.

 

(Milton Erickson, La mia voce ti accompagnerà, p. 60-61)